La mostra
“I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento” nasce dalla ricerca di Franco Russo e dal volume Forma Cultri, sviluppando un percorso che indaga la cultura e l’uso del coltello come chiave di lettura delle dinamiche sociali nella Roma tra XVII e XIX secolo. Al centro dell’esposizione si trovano documenti d’archivio – carte processuali, bandi e verbali – che restituiscono non solo i fatti, ma anche tensioni, comportamenti e rapporti di potere.
Il progetto intreccia fonti scritte e oggetti, mettendo in dialogo le sagome dei coltelli presenti nei fascicoli giudiziari con esemplari storici, facendo emergere una vera e propria “cultura del coltello”, specchio di una società segnata da conflitti e codici d’onore.
Leggi tutto
Il percorso assume una dimensione corale, riportando alla luce storie quotidiane e marginali. In questo racconto, Castel Sant’Angelo – già carcere e luogo di controllo istituzionale – diventa parte integrante della narrazione, rafforzata dalla presenza di elementi originali e dalla figura simbolica del brigante Antonio Gasbarrone.
La mostra offre così una prospettiva alternativa sulla storia di Roma, invitando il visitatore a leggere nelle tracce del passato una riflessione ancora attuale sulla natura umana.